Amazon Fashion contro tutti

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Ne abbiamo già parlato per le innovative soluzioni IoT, dal servizio di Amazon Prime, ai bottoni di Amazon Dash, ma l’e-commerce che ha battuto Ebay (e non solo ndr.) fa parlare di sè anche nel campo della moda. Infatti sul noto sito sono disponibili più prodotti che nei negozi Wallmart e per intenderci la somma dei metri quadri dei negozi della suddetta catena è pari all’area dell’intera isola di Manhattan.

La società di Seattle però, non sarà solo in netta competizione con Wallmart che conosciamo soprattutto per il fast fashion (prodotti a prezzi imbattibili ma dalla qualità scarsa), ma anche con il marchio Macy’s, che non è esattamente un vero e proprio magazzino, in quanto ospita marchi come Chanel e Louis Vuitton nella sede di NY. Mentre il department store in questione è in ritirata, poichè 40 degli 850 negozi di Macy’s verranno smantellati, Amazon continua ad assumere e ad espandersi. Le previsioni lo vedono nel 2017 come il primo retailer mondiale.

Ciò che mi fa riflettere è il vedere come nonostante Macy’s si sia sempre distinto nel campo del retailer come uno dei più attenti alle esigenze degli omnichannel, alle tecnologie e alle interazioni con i clienti, questo non risulti essere abbastanza. Fu, infatti, uno dei primi a sviluppare l’e-commerce (per oltre 2 miliardi di dollari oggi) e come abbiamo già detto a prestarsi alle IoT, vedi l’esperienza con la piattaforma Shopkick, di cui sempre qui ne abbiamo parlato. (grazie Domenico)

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Dall’atra parte puntare sull’experience economy, sulle integrazioni digitali, sulla soddisfazione a 360° del cliente risulta essere fondamentale, così da spingere Jeff Bezos ad aprire degli store reali per colmare il gap di distanza dalle esperienze sensoriali e tattili fondamentale nell’acquisto.

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Per concludere è bene fare una distinzione tra il fast fashion e la moda dei grandi marchi. Inutile affermare che siano questi ultimi a puntare maggiormente sulle soluzioni più tecnologiche e di conseguenza più “costose”. Ma è anche importante ricordare come il business di Amazon si crei sulla fenomenale capacità di osservare e comprendere il mercato. Se nel 2006 si è legato con Shopbob per carpire i segreti del retail di moda a basso costo, non si esclude la mossa futura del corteggiamento di marchi di alta moda, che entrando a far parte del roster di Amazon, importerebbero esperienze annuali di soluzioni tecnologiche, facilitando, pure senza necessità, il ruolo predominante dell’e-commerce più cliccato di sempre. Jeff Yurcisin, vicepresidente clothing di Amazon Fashion, quantifica la grandezza della sezione fashion in 40 milioni di utenti Usa e ricorda che cercheranno di acquistare brand già presenti sulla piattaforma generalista, assumendo il trend dell’industria del retail: acquistare a prezzo pieno, rivendere a prezzo pieno. Ma il sito di Seattle ha la fama di avere “margini bassi e aggressivo taglio dei costi”, perciò staremo a vedere.

Fonte: La Stampa; GDOWEEK e POPAI

Appassionata di parole, si diverte nel reinventarsi sempre. Dopo una laurea in Scienze della Comunicazione, si ritrova a “litigare” con la tecnologia finchè si iscrive alla facoltà di Teorie e Tecnologie della Comunicazione in Bicocca. Ama scrivere, mangiare caramelle, acquistare vestiti di altre epoche e lamentarsi, sempre con il sorriso.